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Giornata Mondiale dell’Infanzia: giovani migranti e rifugiati partecipano all’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al takeover della Camera

In occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza una delegazione di bambini e adolescenti guidata da UNICEF ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Tra loro anche due giovani migranti e rifugiati: Bassirou Dembele, dal Mali e Kader Diabate, originario della Costa d’Avorio, che ha omaggiato il presidente con il suo libro “La pelle in cui abito”, che racconta il suo percorso di migrazione.

In quattro hanno poi preso parte al takeover della Camera. David Joseph, di origine nigeriana, ha chiesto più garanzie per i minori stranieri non accompagnati. “Lo sport e l’attivismo mi hanno permesso di superare l’incubo del viaggio. Chiedo alle istituzioni di garantire un’accoglienza adeguata a tutti i minorenni migranti, tenendo sempre in conto la loro situazione, ed inserendoli in programmi di formazione e di inclusione sociale, fondamentale per sentirci parte non più stranieri ma parte della comunità” David Joseph, Nigeria.

Bassirou Dembele, dal Mali, ha voluto ricordare il suo percorso e esprimere la sua preoccupazione per la recente legge 132 (ex decreto Sicurezza): “Sono arrivato a 17 anni e ho aspettato 4 anni per avere un’identità e i miei documenti. Ho passato anni in prima accoglienza e non mesi come previsto dalla Legge Zampa – ha detto - Per questo mi unisco alle raccomandazioni del Comitato ONU all’Italia per garantire un più semplice accesso alla procedura di richiesta d’asilo. Chiedo inoltre di escludere espressamente i minorenni dall’applicazione del Decreto Sicurezza, perché le misure previste rischiano di ostacolare il percorso in Italia di quanti come me sono arrivati come minori stranieri” 

Kader Diabate, originario della Costa d’Avorio, pugliese d’adozione, ha raccontato le sue esperienze di attivismo sociale ricordando che: “I giovani migranti e rifugiati rappresentano una ricchezza e possono dare tanto alla comunità”

Hannah Imordi, 18 anni, dalla Nigeria, è intervenuta infine sulle questioni di genere e sulla protezione dalla violenza: “Conoscete tutti alcuni dei fattori comuni alle storie di chi arriva dal mio Paese, l’orrore dei centri di detenzione in Libia e del viaggio, il rischio di sfruttamento anche nel Paese di arrivo. Chiedo all’Italia e agli altri Paesi più sforzi per riuscire a contrastare la violenza di genere, compresa la tratta di minorenni stranieri, in particolare di ragazze della mia età che purtroppo diventano invisibili in Italia. Chiediamo che queste giovani siano protette e che ricevano tutto il supporto di cui hanno bisogno per dimenticare gli orrori subiti e ricostruirsi un futuro”.

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