LA STORIA
“Così sono caduto nel lavoro irregolare”
03 Settembre 2018
Da CHIARA SATURNINO
Scorri per leggere di più

LA STORIA CONTINUA

Vademecum per l'inserimento lavorativo UNICEF“Avevo bisogno di lavorare, dovevo mandare i soldi a casa perché mia madre non stava bene e così ho accettato un lavoro, anche se senza contratto, finché non mi sono reso conto che non volevano pagarmi e non avevo mezzi per difendermi".
Inizia così lo storia di I., arrivato in Italia a 17 anni per studiare e cercare un lavoro e finito - per bisogno - nella rete del lavoro irregolare. A facilitare il passaggio è la scarsa conoscenza di quanto previsto dall'ordinamento italiano in materia e la mancanza di informazione sui rischi e le possibilità alternative. 
"Se tornassi indietro non lo rifarei- afferma il ragazzo - ma nel mio Paese già lavoravo, non sapevo che in Italia ci fossero regole diverse". 
E quello di I. non è un caso isolato. Solo il 18% dei minori stranieri non accompagnati conosce le regole che riguardano l'accesso al lavoro in Italia. È quanto emerge dall'ultimo sondaggio di U-Report on the move, piattaforma digitale lanciata da UNICEF in Italia per dare voce ai giovani migranti e rifugiati presenti nel Paese. Tra i minori che hanno risposto alle domande circa il 20% dichiara apertamente di non conoscere l’età consentita di accesso al mondo del lavoro, il 50% si divide scegliendo 16 e 18 anni. Il 24 % dei rispondenti dichiara inoltre di avere già lavorato in Italia ma 6 su 10 senza un contratto regolare, 4 su 10 senza un congruo compenso. In entrambi i casi tanti minori dichiarano di non essere certi circa la regolarità della propria posizione. 
Solo il 40% dei giovani migranti e rifugiati che hanno partecipato al sondaggio dichiarano infine che non accetterebbero un lavoro irregolare o sottopagato. 33% sceglie però un "non so" come risposta, 22% dichiara che lo accetterebbe. 
Resta poi la percezione di una diversa offerta contrattuale legata allo status di migrante o rifugiato. "Tanti miei amici - afferma I. - hanno bisogno di lavorare per aiutare casa o perché già fuori dal percorso di accoglienza, i datori di lavoro approfittano spesso di questa situazione". 

Per sopperire alla carenza di informazione UNICEF e Intersos hanno lanciato il Vademecum per l'inserimento lavorativo, tutte le regole e le normative che disciplinano l'accesso al mondo del lavoro in Italia le possibilità riservate per chi vuole continuare a formarsi e imparare un mestiere. Il Vademecum è disponibile sul portale integrazione. 







SONDAGGI COLLEGATI

Nessun sondaggio correlato.

IMMAGINI IN PRIMO PIANO


STORIE COLLEGATE

KADER, IN ITALIA CON LA COSTA D'AVORIO NEL CUORE
LEGGI DI PIÙ →
T. DAVANTI AL MARE
LEGGI DI PIÙ →

STORIE ARCHIVIATE

FILTRA